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Dolomiti Lucane

Cosa vedere sulle Dolomiti

Chi ama i luoghi di montagna, i caratteristici paesini arroccati sulle alture e le gite ed escursioni all’aria aperta non potrà non essere attratto dagli incantevoli scenari delle Dolomiti Lucane.
Sono denominate Dolomiti a ragione della somiglianza morfologica con le più famose montagne trivenete e la nascita di tale gruppo montuoso, che domina la parte centrale della val Basento, sembra risalire a 15 milioni di anni fa.
Ricche di percorsi per gli appassionati di trekking e di attrazioni culturali, queste montagne – il cui nome completo è Piccole Dolomiti Lucane – fanno parte degli Appennini Lucani e rappresentano la meta ideale per chi desidera rilassarsi e vivere qualche giorno a contatto con la natura.
Il territorio in questione si estende per diversi ettari, ospitando ben quattro località: Castelmezzano, Pietrapertosa, Albano di Lucania e Campomaggiore.

Castelmezzano, Volo dell’Angelo ma non solo

Annoverato tra i 100 borghi più belli d’Italia, Castelmezzano appartiene al territorio della provincia di Potenza: è ubicato nei pressi del Parco Naturale di Gallipoli Cognato.
Il paesino, fatto di tipiche viuzze di montagna, graziose casette e ripidissime scale scavate nella roccia, ospita diverse chiese antiche.
Tra queste, la più grande e caratteristica è quella dedicata a Santa Maria dell’Olmo, sita in piazza Caiazzo. La costruzione, dall’alto valore simbolico, viene fatta risalire al Dodicesimo secolo: a quanto pare, il suo nome deriva dal fatto che la chiesa fu costruita accanto ad un olmo, una pianta che starebbe a simboleggiare ”l’albero della vita”, dispensatore di vita eterna.
Una tra le principali attrazioni turistiche del luogo è il cosiddetto ”Volo dell’Angelo”, una letterale volata – ad 800 metri d’altezza e 120 chilometri orari – che si può praticare da soli oppure in coppia, facendosi legare con la schiena ad un filo di acciaio e lasciandosi scivolare a pancia in giù tra le vallate dei borghi di Castelmezzano e di Pietrapertosa.
Il Volo dell’Angelo dura circa un minuto e mezzo, ma l’adrenalina vi resterà impressa nella memoria per tutta la vita!
Per gli amanti del brivido è da considerare anche un’escursione – non adatta ai principianti del genere – lungo i sentieri della via ferrata, che prevede l’immersione in alcuni canali e l’attraversamento di due ponti tibetani.

Pietrapertosa, miti e leggende di un borgo incantato

La storia di Pietrapertosa è strettamente collegata alla cultura araba, tant’è che il borgo presenta un quartiere chiamato ”Arabata”.
Il paesino, posto ad oltre 1000 metri dal livello del mare, è un luogo tranquillo in cui la natura regna incontrastata e l’atmosfera sembra fatata.
Chi si reca in questa località, infatti, non potrà fare a meno di visitare i ruderi del Castello Normanno-Svevo e di assistere ai cosiddetti ”riti arborei”, dei rituali molto antichi che esplorano il legame simbolico esistente tra la fertilità dell’uomo e quella della terra.
Molto suggestivo è poi il ”Percorso delle Sette Pietre”, che collega il comune di Pietrapertosa a quello di Castelmezzano attraverso un ponte romano.
Si tratta di un sentiero di circa 2 chilometri caratterizzato da 7 tappe, attraverso cui il visitatore potrà percepire sensorialmente le leggende popolari del territorio lucano, tutte impresse sulle rocce degli Appennini.
Tali tappe presentano nomi davvero caratteristici e per molti versi emblematici: destini, incanto, sortilegio, streghe, volo, ballo, delirio.
Se andrete a Pietrapertosa, infine, non potrete non visitare la Chiesa Madre, un antico edificio costruito in onore di San Giacomo Maggiore, ed il Convento Francescano, che risale al 1474.

Albano di Lucania, terra di sculture naturali

Meno ricca di attrazioni rispetto ai due comuni su cui ci siamo soffermati poc’anzi, ma non per questo meno caratteristica, è Albano di Lucania.
Molto interessante è infatti una delle sculture naturali presenti sul suo territorio, chiamata Rocca del Cappello.
Stiamo parlando di un monolite alto circa dieci metri alla cui cima vi è un blocco di pietra posto orizzontalmente, che richiama la forma di un grosso cappello.
Da annoverare anche la ”Seggia del diavolo” (tradotto in italiano: la sedia del diavolo), una sedia che pare sia stata scolpita dalla natura all’interno di un monolite, sopra la quale si può visivamente percepire la presenza di un essere dalle sembianze demoniache.

Il Parco della Scultura di Campomaggiore

È il borgo più piccolo della Basilicata. Vale la pena farci una tappa per visitare il Parco della Scultura, un itinerario turistico che copre quasi l’intero paese.
Tra il 1997 e il 2002 a Campomaggiore si sono svolti tre simposi di scultura nel corso dei quali sono state realizzate diverse opere di artisti italiani e stranieri che oggi abbelliscono il contesto urbano del paese.
“Il tango della luna” di Cesare Riva, “L’albero fecondo” di Pasquale Martini, il ”Vestito del Vento” di Kho-Emon Hattori, “II labirinto della memoria’” di Pasquale Martini, “La contadina” di Michele Benedetto, “Millenium” di Francesco Viola.

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