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Matera

Cosa vedere a Matera

Matera è una città che sta conoscendo la ribalta internazionale grazie ad una profonda e decennale opera di rivalutazione del suo patrimonio storico e culturale. Meta sempre più gettonata di turisti provenienti da ogni dove, avrà l’onore di essere la Capitale Europea della Cultura 2019.
Capoluogo di provincia della Basilicata, il comune, che ospita circa 60 mila abitanti, è situato a 400 metri di altitudine nella parte Est della regione, a pochissimi chilometri dal confine con la Puglia.
La denominazione di Matera potrebbe derivare dai Romani, che usavano chiamarla Matheola definendo i suoi abitanti Matheolani, oppure dalla radice di Mata o Meta con il significato di mucchio ed anche sassi, monte e collina da cui Matera come mucchio o monte di sassi.

Un borgo dalla storia millenaria

Abitata fin da tempi antichissimi, Matera intrecciò rapporti politici e commerciali con le fiorenti colonie della magna Grecia, per poi divenire parte integrante dell’Impero Romano.
Nel basso medioevo conobbe un lungo periodo di decadenza, segnato da continue invasioni e dal costante pericolo di scorrerie degli agguerriti pirati arabi.
A partire dalla dominazione aragonese prima e spagnola poi, la storia di Matera si lega indissolubilmente a quella del Regno delle due Sicilie, dunque a Napoli ed a Palermo.
Nel diciottesimo secolo le grandi guerre di successione europee (spagnola, polacca, austriaca), scuotono il Regno, che conosce una breve dominazione austriaca prima di tornare sotto la sfera di influenza spagnola.
Matera in questi decenni è lontana dai fulcri del potere economico ed amministrativo del Sud Italia, e conoscerà una svolta solo grazie all’avvento della dominazione dei francesi, che occupato il territorio del Regno, vareranno la “riforma napoleonica”, istituendo “nuove province e nuovi distretti”.

Matera dall’unità d’Italia ad oggi

Annessa al Regno d’Italia nel 1861, Matera tornerà agli onori delle cronache nella Seconda Guerra Mondiale per essere stata “la prima città del Mezzogiorno ad insorgere contro i nazisti” (21 settembre 1943).
Nel secondo dopoguerra nasce la “questione dei Sassi di Matera“: grazie allo scrittore Carlo Levi, e al suo celebre romanzo “Cristo si è fermato ad Eboli” vengono denunciate le condizioni igieniche e sanitarie proibitive nelle quali versa gran parte della popolazione del capoluogo, e viene avviato un complesso piano di riassetto urbano ed edilizio, che conferirà alla città la conformazione attuale.
Carlo Levi, spedito al confino in Lucania dal regime fascista, visitò i Sassi nel pieno di un collasso demografico che era iniziato nel secolo precedente. Gli abitanti erano aumentati in maniera esponenziale e le cisterne erano state riadattate a monolocali in cui intere famiglie convivevano con muli e pecore in condizioni igieniche estremamente precarie; la mortalità infantile era quattro volte superiore alla media nazionale.
Lo sfollamento avvenne a partire dal 1952 in seguito all’opera di sensibilizzazione avviata dal libro di Carlo Levi che portò diversi uomini di cultura e del mondo politico a visitare la città, tra cui Alcide De Gasperi che firmò la prima Legge Speciale; tale operazione fu resa necessaria dalle cattive condizioni di vita in cui versava la popolazione
Lo sfollamento dei Sassi ebbe come conseguenza un notevole sviluppo urbanistico per la città di Matera, compreso un piano regolatore.
Rimasta a lungo arretrata ed isolata, anche per la sua particolare posizione geografica, Matera conosce un periodo di ammodernamento e rinnovamento, tuttavia per i primi tentativi di valorizzazione degli antichissimi “rioni” abbandonati bisognerà attendere gli anni ’80.
Nel 1993 i Sassi vengono iscritti tra i Patrimoni Mondiali dell’Umanità nella prestigiosa lista redatta dall’UNESCO.
All’inizio del ventunesimo secolo Matera conosce una stagione irripetibile, un vero e proprio risorgimento artistico ed intellettuale, che la porterà a divenire Capitale Europea della Cultura nel 2019.
La città attira sempre più l’attenzione mediatica nazionale ed estera, e inizia a conoscere un flusso turistico prima sconosciuto, oltre ad ospitare numerosi eventi mondani e culturali.
Attualmente i famosi Sassi sono oggetto di attenzione e visite come simbolo architettonico unico, come testimonianza del vissuto e delle capacità di adattamento dell’uomo e dei materani, “ponte invisibile che collega passato e presente”.
L’insediamento dei Sassi infatti vanta caratteristiche esclusive, trattandosi di “sistema insediativo in perfetta simbiosi con la natura, dal sistema di canalizzazione delle acque di pioggia, alle case-grotta scavate in modo tale da renderle fresche in estate e riscaldate dai raggi solari in inverno”.

Architettura religiosa e monumentale di Matera

Matera è una città particolarissima, unica nel suo genere, dove è possibile venire a contatto con un passato senza tempo passeggiando nelle stradine del centro storico, perdendosi nell’incastro perfetto di strade e case, dove ammirare scorci panoramici mozzafiato e godere della magia del borgo illuminato alla sera.
Matera è anche un agglomerato che deve alla sua storia una incomparabile ricchezza di edifici monumentali e religiosi.
Oltre ai celeberrimi Sassi che abbiamo precedentemente trattato, una tappa obbligata è sicuramente la Cattedrale, la cui ristrutturazione è stata recentemente ultimata nel 2016.
Si tratta di un maestoso tempio edificato in stile romanico pugliese tra il 1230 e il 1270 sul punto più alto della città di allora. La facciata dell’edificio rappresenta una dei più significativi simboli del romanico in tutto il Sud Italia, mentre l’interno è dominato dallo splendore dei restauri avvenuti in età barocca.
Il rosone centrale è costituito “da colonnine e piccole arcatelle e richiama un tema molto in voga all’epoca: la ruota della fortuna, il gioco della sorte”.
Palazzo Lanfranchi, progettato nella seconda metà del diciassettesimo secolo, è un prestigioso edificio costruito immediatamente a ridosso del Sasso Caveoso, al cui interno è ospitato Il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata, articolato in tre sezioni: “Arte Sacra, Collezionismo e Arte Contemporanea.”
Interessante e suggestiva anche una visita alla storica Casa Grotta di Vico Solitario, antica abitazione tipicamente arredata, dove è possibile acquisire familiarità con usi e costumi degli abitanti dei millenari “Rioni Sassi di Matera”.

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